
Roberto Turbitosi
un direttore è per sempre
Roberto Turbitosi, nato a Roma nel 1952, viene “adottato” da Ladispoli come residente nel 1978, anche se frequenta questa città fin da neonato, nei periodi di villeggiatura estiva della sua famiglia, dapprima nella casetta di via Fiume, che il nonno materno costruì nel lontano 1935, e successivamente nell’attico sul mare che i genitori acquistarono nel 1969 a Marina di Palo, dov’è tuttora residente.
A soli 26 anni viene assunto dal Consorzio Marina di San Nicola, ricoprendo di lì a qualche anno l’incarico di direttore. In tale veste collabora e contribuisce alla gestione del territorio, cioè alla pulizia, alla manutenzione e alla cura degli spazi comuni e anche dei servizi, come l’acquedotto, l’illuminazione pubblica, le strade e le aree verdi, non trascurando la realizzazione, nel corso degli anni, di diverse opere di miglioria per garantire la giusta vivibilità alla Comunità locale, sia residente che non.
Gli impegni consortili non reprimono però la sua passione per il giornalismo, che lo spinge a scrivere articoli dal 1991. Comincerà e continuerà per diversi anni, interessandosi soprattutto di politica e cronaca locale, come corrispondente di zona per “Il Corriere di Civitavecchia”. Seguiranno “Momento Sera”, “Lo Speciale News, “L’Arcobaleno” (da lui fondato e diretto) e “Il Gazzettino di Ladispoli” (organo ufficiale di informazione del Comune, che lo ha visto anche qui direttore responsabile), fino a dirigere “Il Consorziato”, trimestrale edito dal Consorzio stesso. Alcuni suoi articoli, sempre su tematiche locali, vengono ospitati anche sul settimanale “L’Ortica” e sul quotidiano “La Voce”.

Il 31 dicembre 2019 Roberto Turbitosi va in pensione
ma dopo un mese riprende servizio nel suo ufficio del Consorzio, seppur con contratto part-time, al fine di dare una giusta continuità alla conduzione e alla risoluzione delle tante e spesso complesse problematiche che impegnano giornalmente la gestione del comprensorio.
Marina di Palo, da casa di villeggiatura a residenza: perché le è piaciuta così tanto questa zona?
Innanzitutto perché il mio appartamento, acquistato dai miei genitori a fine anni ‘60, è un bell’attico sul mare. Poi, ritengo che quello di Marina di Palo sia tra i migliori quartieri di Ladispoli.
Roberto Turbitosi qual è il suo compito all’interno del Consorzio Marina di San Nicola?
Più che di compito parlerei di compiti, che nel mio caso sono molteplici e diversi. Mi soffermo sui principali. In qualità di direttore rappresento l’anello di congiunzione tra il Consiglio di amministrazione e i consorziati. Come tale mi occupo dei rapporti diretti con loro, ricevendoli nel mio ufficio o tramite scambio di corrispondenza, oggi perlopiù via mail, sempre nell’intento di dare risposte ai loro problemi. Problemi che oggi, soprattutto, non sono pochi e spesso anche non facili da risolvere. Dopotutto, lavorando qui da ben 47 anni, sono ormai considerato come la “memoria storica” del Consorzio. Mi occupo inoltre della redazione dei comunicati da inviare alla nostra “mailing list” nonché dei rapporti con gli Enti pubblici e non, in particolare con il Comune di Ladispoli. E da sempre ricopro anche l’incarico di segretario nelle sedute del Cda e della Commissione Edilizia, oltre a redigere i verbali delle assemblee del Consorzio.

Roberto Turbitosi in che veste è stato assunto nel 1978 dal Consorzio?
Venni chiamato per un colloquio, giacché l’allora Cda ricercava una figura diciamo “polivalente”, cioè un tecnico e amministrativo al tempo stesso, che andasse a sostituire ben 4 unità lavorative, e cioè l’allora direttore, che era prossimo al pensionamento.
Un ragioniere esterno, che curava le buste paga, il tecnico, che girava nel comprensorio per verificare eventuali abusi e anch’egli prossimo alla pensione, e un consigliere di amministrazione, che si occupava della contabilità.
Iniziato il lavoro, mi trovai presto spiazzato, com’era prevedibile, per la stragrande varietà e per il carico di lavoro che da quel momento dovetti seppur con coraggio affrontare. Ma tutto andò per il meglio.
Qual è il segreto della longevità di Marina di San Nicola come località turistica esclusiva?
Il punto di forza ritengo sia lo Statuto, ben studiato dai Principi Odescalchi, lottizzatori di Marina di San Nicola e fondatori del Consorzio. Altri Consorzi nel tempo sono stati chiusi: per esempio Cerenova e Campo di Mare, come anche Cerreto, Miami e Valcanneto – solo per rimanere nel nostro quadrante – laddove ciascuno dei proprietari dei lotti aveva rapporti diretti con il Consorzio, quindi parliamo di tante migliaia di interlocutori.
È facile immaginare che un Ente gestore di una tale popolosa Comunità non riesca a mantenere salde le proprie redini e sottocontrollo la necessaria organizzazione. Un Ente che quindi finisce per accumulare crediti su crediti nonché difficoltà tali da collassare inevitabilmente.
Il nostro Consorzio invece, pur costituito da circa 3mila unità immobiliari, è riuscito e ancora oggi riesce a reggere, anche egregiamente, perché i condomìni per esempio, che raggruppano la maggior parte dei consorziati, sono rappresentati ciascuno da un’unica figura, sia essa lo stesso amministratore o un condòmino appositamente nominato dall’assemblea condominiale, il quale è delegato a partecipare alle adunanze consortili e a fare da tramite con il Consorzio per le varie problematiche.
Quindi i “soci” – così sono chiamati – si riducono da 3mila a meno di 600. Un gruppo così ristretto consente una gestione più agevole, fluida e oculata, riducendo al minimo le criticità, anche e soprattutto quelle economiche, nei rapporti tra Consorzio e consorziati.
Quali sono invece i principali problemi?
I problemi certamente non mancano: ce ne sono stati in passato e ce ne sono oggi. Ma basta poterli ma soprattutto saperli risolvere. Debbo dire che come Consorzio si riescono a superare ora come allora, anche se spesso questo costa tempo e fatica, specie in alcuni periodi dell’anno, come quello estivo.
Purtroppo va rilevato che le principali carenze risiedono nella gestione dei servizi che non competono direttamente al Consorzio. Mi riferisco in particolare all’Igiene urbana, che fa carico all’Amministrazione comunale, ovvero raccolta differenziata, vuotatura cestini rifiuti, pulizia strade, pulizia spiaggia e quant’altro.
Servizi che il Consorzio per legge non può effettuare, come faceva un tempo, e che comunque non gli competono in quanto i consorziati, come tutti i cittadini di Ladispoli, pagano annualmente al Comune la TaRi, cioè la Tassa sui Rifiuti.
Roberto Turbitosi qual è l’ambizione della direzione del Consorzio per il futuro di Marina di San Nicola?
Più che di ambizione parlerei di speranza. Cioè spero vivamente che il Consorzio abbia ancora lunga vita, perché solo con la gestione consortile, quindi privata e non pubblica, il comprensorio può mantenere quei livelli di vivibilità e ambientali che negli anni sono stati raggiunti, elevando Marina di San Nicola al rango di “Scrigno del Tirreno” (definizione creata affettuosamente dallo scrittore Bruno Amatucci, ndr), non trascurando il valore degli immobili che, grazie proprio alla gestione consortile, rimane un passo avanti rispetto ad altre realtà del territorio.
Una delle sue passioni, e anche il lavoro per un certo periodo, è stato il giornalismo: non pensa che la comunicazione del Consorzio sia un po’ carente?
Come molti consorziati sanno, io sono andato in pensione il 31 dicembre 2019 e, per garantire la necessaria continuità nella gestione, sono tornato in servizio a febbraio 2020, ma con contratto part-time.
Una drastica riduzione dell’orario di lavoro che non mi consente purtroppo di dedicarmi come vorrei alla redazione del nostro periodico, “Il Consorziato”, di cui sono stato e sono ancora oggi direttore responsabile.
Ma non perdo comunque la speranza di poter quanto prima riprendere la pubblicazione, e ciò ovviamente qualora le condizioni del nostro ufficio potranno consentirlo.
Tuttavia cerco di compensare tale mancanza, seppure in parte, inviando comunicati e notizie utili alla “mailing list” dei consorziati, che oggi conta circa 1.800 indirizzi di posta elettronica, oltre ad aggiornare il sito web del Consorzio, che tra l’altro sarà presto totalmente ristrutturato per renderlo più moderno, funzionale e anche interattivo.
Come giornalista, figura che in quel di Ladispoli (e non solo) ho ricoperto per oltre 3 decenni, posso anche, all’occorrenza, chiedere ospitalità – come spesso è accaduto – agli organi di stampa locali, sia cartacei che telematici, per trattare argomenti e problematiche riguardanti Marina di San Nicola e il nostro Consorzio.
Le ville oggi in costruzione su terreno comunale godranno dei servizi consortili?
Il costruttore ha chiesto di poter aderire al Consorzio, come nuovo socio. Richiesta accettata dal Cda, a condizione che il costruttore stesso versasse al Consorzio, in rapporto ai millesimi eventualmente spettanti, l’ammontare dei costi sostenuti negli anni per spese straordinarie e di miglioria.
E il costruttore ha accettato ma proponendo, in luogo del pagamento, di poter realizzare, per lo stesso ammontare e anche di più, varie opere in tutta la zona del centro sportivo dove stanno sorgendo quelle villette, come strade, parcheggi, passeggiate pedonali, impianto di illuminazione, alberature e quant’altro. Proposta che il Cda ha benevolmente accolto.
Roberto Turbitosi come sono le relazioni tra la direzione del Consorzio e la Giunta di Ladispoli?
Sono buone, come lo sono sempre state negli anni, indipendentemente dai colori politici. Non può essere diversamente, almeno per me, anche perché una delle regole alla base del Consorzio è quella che la politica non entri mai nelle nostre stanze.
Nelle attività consortili preferisce “metterci la faccia” o agire come “un’eminenza grigia”, trincerandosi dietro i tecnicismi del suo lavoro e le delibere consiliari?
«Nel mio lavoro metto sempre la faccia, anche perché non ho nulla da temere in quanto ritengo di agire nella legalità delle mie azioni, nella verità e nella realtà delle cose e dei fatti, ma soprattutto nel rispetto dei consorziati e del mio lavoro in generale.
Roberto Turbitosi qual è la cosa che più apprezza di Marina di San Nicola?
Oltre alla gestione, come ho già detto, l’organizzazione del Consorzio, e ciò grazie al Cda, in particolare al presidente Roberto Tondinelli , ma anche alle due colleghe che mi affiancano negli uffici e a tutte le maestranze che con la loro attività, non sempre agevole, riescono a risolvere ogni problematica che si presenta. Un ambiente, quello del personale consortile, nel quale regnano collaborazione, disponibilità e responsabilità da parte di tutti.
Ha un augurio da rivolgere alle giovani generazioni che abiteranno a Marina di San Nicola?
L’augurio è quello di godere di tutto ciò che il comprensorio offre, anche se per i più giovani non ci sono molte attrattive che garantiscano loro il divertimento. Ma Marina di San Nicola è nata così: una località soprattutto di villeggiatura e di riposo. D’altronde non sono distanti luoghi in cui trovare tutto ciò che qui può mancare.
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