
La strada nel Bosco, di Crescenzo Paliotta
Uno dei percorsi più affascinanti sul litorale a nord di Roma è quello che, nel territorio di Ladispoli, unisce con un percorso misto, stradale e poi pedonale, Marina di Palo con Marina di San Nicola.
E’ il risultato dell’unione di vari tratti, con storie e ambientazioni diverse, per una lunghezza complessiva di 3.750 metri.
Il percorso inizia in Via di Palo Laziale, nel quartiere sorto negli anni sessanta, quando la città con i suoi nuovi fabbricati si riavvicinò a Palo, il luogo da dove erano partite le famiglie che nel 1888 avevano costruito la Città per i bagni al mare, e termina sul promontorio di San Nicola dove si trovano i resti della Villa Romana di Pompeo.
Questi i vari percorsi della “Strada nel bosco”.
Il primo si dirama dalla via Settevene Palo in località Marina di Palo e raggiunge il piazzale della Stazione di Palo Laziale dopo 1 chilometro e 200 metri.
La parte iniziale di questo percorso, asfaltata e transitabile anche dalle auto, è l’ultimo tratto della Settevene Palo, l’antica ed importante strada che collegava la Cassia, in località Settevene, all’Aurelia proprio all’altezza di Palo. La Settevene Palo fu il collegamento più importante per molti secoli tra il mare e l’antico approdo marino di Palo con tutto l’entroterra a monte di Bracciano, ove sorgeva l’altro grande Castello degli Odescalchi.

Ancora oggi è una arteria importante, collegando Ladispoli (nel centro urbano assume il nome prima di via Ancona e poi di viale Italia) con Cerveteri, poi Bracciano e Trevignano fino a raggiungere appunto la località Settevene dopo 43 km.
Nella prima parte del percorso è presente un marciapiede che affianca il muretto a secco costruito nel 1888, in occasione della realizzazione della via che collegava la Stazione di Palo Laziale alla nuova città di Ladispoli. Il muro a secco fu costruito con il macco di Palo, un calcare bianco giallastro usato già dai romani in questo territorio: le cave si trovavano presso la località dei Monteroni e lungo l’Aurelia appena superata San Nicola: il macco fu usato in questo territorio per almeno 2.000 anni.
Alla fine del marciapiedi inizia, dalla parte opposta della strada, un percorso ciclopedonale in terra battuta, realizzato nella sede ove dal 1888 al 1938 era collocato il binario unico della linea ferroviaria Palo-Ladispoli: il tronco correva parallelo alla ferrovia Roma-Civitavecchia fino all’incrocio con via Marina di Palo.
La linea proseguiva entrando a Ladispoli su binari ubicati negli attuali giardini, tra via Ancona e via Odescalchi, e arrivava fino all’attuale piazza Roberto Rossellini.
Nel 1938 fu costruita la Stazione di Ladispoli e i binari della tratta Palo-Ladispoli furono dismessi e al loro posto furono collocati i binari a scartamento ridotto (come quelli delle miniere) attraverso i quali una piccola locomotiva portava i carrelli con la magnetite, estratta dalla sabbia nera, fino alla stazione di Palo.

La pista ciclopedonale e la strada asfaltata confinano fino a Palo con l’Oasi della Macchia mediterranea, uno degli ultimi lembi di macchia naturale ancora rimasti lungo le coste del Lazio e dichiarato Sito di Interesse Comunitario.
Alla fine del primo tratto della pista ciclopedonale si trova lo slargo con un grande portale ove inizia il viale che, attraverso il Parco giardino, porta al Castello Odescalchi.
Sempre alla fine del primo tratto, sulla sinistra, si trovano i due cilindri che avevano la funzione di serbatoi per le locomotive a vapore che facevano rifornimento di acqua presso la Stazione di Palo Laziale.
Il secondo tratto della pista ciclopedonale, lungo 400 metri, inizia nel piazzale della Stazione di Palo Laziale e termina all’altezza dell’ingresso la Posta Vecchia. Il tratto è stato aperto nel 1980 sul tracciato di un preesistente viale alberato usato dai contadini e dai giardinieri per raggiungere Ladispoli. Il percorso, con filari di eucalipti e cipressi, confina con il Parco, scelto nel 1964 dal regista John Huston come ambientazione del Paradiso Terrestre per il film La Bibbia.

Il terzo tratto, lungo 400 metri e aperto nel 1980, arriva fino alla frazione di Marina di San Nicola costeggiando un campo agricolo e un piccolo bosco di querce.
Anche lungo questo percorso, sulla sinistra, sono visibili i resti di un muretto a secco realizzato alla fine dell’800 con blocchi di macco.
Alla fine del percorso si entra a San Nicola e, girando a destra, si arriva al mare dopo 350 metri di strada asfaltata affiancata da una pista pedonale.
Arrivati al mare a piazzale Diana si intravedono sulla destra la Posta Vecchia e il Castello Odescalchi: in questi luoghi, tra il 1952 e il 1953, il regista Mario Soldati ambientò i film Il sogno di Zorro, Jolanda la figlia del Corsaro Nero e I tre corsari. Gli ultimi due tratti dal romanzo di Emilio Salgari.
Dal piazzale inizia un percorso pedonale che, sempre lungo la costa, arriva dopo 1.400 metri nell’area archeologica della Villa romana di Pompeo, ai confini con il Comune di Fiumicino.
Complessivamente, da Marina di Palo all’area archeologica della Villa di Pompeo, il percorso si snoda per 3.750 metri.
- In un quadro del Professor Ruggero Lenci un’altra immagine del percorso ai margini del bosco, tra l’ingresso della Posta Vecchia e la Stazione di Palo.
- Tratto dal libro “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo” – Volume 2 – Identità e Cultura – Edizioni CISU –
- scritto da Crescenzo Paliotta
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